Grande ed esclusiva vittoria del solo Popolo della famiglia. Grazie Presidente Mario Adinolfi #EROICI

Era l’8 ottobre 2021 e Marco Cappato si innervosì molto perché andammo a dirgli direttamente sul muso in Corte di Cassazione quel che pensavamo, andammo a svelare l’imbroglio della sua operazione wannamarchiana. Dicemmo testualmente: “La Corte Costituzionale non potrà mai ammettere quel referendum”. Il Tg1 mandò in onda la nostra protesta solitaria, quella frase che causò tante irrisioni non solo davanti alla Corte di Cassazione. Sui social tutti a dire che sarebbero venuti a chiederci conto. Non vedo nessuno oggi qui a chiedere scusa. Spiegammo in profondità le ragioni ferree della nostra posizione in un numero cartaceo de La Croce. Chi ce l’ha lo conservi.

Come con il ddl Zan, sembra di essere da soli, ma la tenacia e la preghiera vincono sempre, quando si decide di lottare. Perdono solo quelli che ci ripetono, da rassegnati, che combattiamo per battaglie perse in partenza.

ADINOLFI: VINCE L’ITALIA PROLIFE “Riconosciute le ragioni del Popolo della Famiglia” Mario Adinolfi commenta positivamente la decisione della Corte Costituzionale di rigettare il quesito referendario sull’eutanasia presentato da Marco Cappato: “La Consulta ha respinto il referendum sull’eutanasia, il Popolo della Famiglia ha spiegato per mesi che era un quesito irricevibile, tra le inutili irrisioni di chi non conosce il diritto. Avevamo spiegato a Marco Cappato che aveva raccolto le firme su un referendum imbroglio, sapeva benissimo che sarebbe stato respinto, ha cercato di costruire indebite pressioni sul sistema politico. Siamo lieti di aver viste riconosciute le nostre ragioni, la vita nell’ordinamento italiano è bene indisponibile. Grande vittoria dell’Italia prolife, è un 15 febbraio da ricordare”.

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