COMUNICATO STAMPA

Il Popolo della Famiglia Veneto: “Gravissimo l’appoggio del presidente Zaia alla predisposizione di un ospedale per il cambio del sesso a Padova”

Un  servizio sanitario pubblico Veneto in piena crisi che obbliga i pazienti al privato per ridurre i tempi delle visite mediche non ha bisogno di sperperare denaro per seguire le devastanti mode ideologiche del momento.

Il coordinatore regionale del PdF Zannini afferma: “E’ un insulto di estrema gravità alla gente che soffre. C’è da restare allibiti per una scelta politica ben precisa, che a differenza di quanto afferma Luca Zaia, appare tutt’altro che civile sia nei confronti di quelle persone che soffrono di patologie legate al genere sia verso i pazienti della regione Veneto in generale per come vengono spesi i soldi di tutti.

Suggeriamo al presidente di leggere il libro ‘Bruce, Brenda, David: il ragazzo che fu cresciuto come una ragazza’, la storia vera di David Reimer che nato maschio, a seguito di una circoncisione errata a due anni, fu ribattezzato Brenda dopo che dei folli medici proposero ai genitori di reindirizzarlo verso un’esistenza da femmina, mediante la chirurgia, i farmaci e l’educazione. Brenda, ben lontana dal sentirsi femmina, si ribellò sempre in quella scelta sperimentale dal risultato devastante fino a morire suicida nel 2004.

Prima di fornire a spese della collettività la possibilità di cambiare sesso come fosse la panacea di problemi sanitari estremamente complessi, che invece qui appare essere più una conquista ideologica, si attuino invece forme di sostegno psicologico e sociale che portino questi cittadini sofferenti ad accettare e convivere con la propria condizione senza l’utilizzo di soluzioni irreversibili e non etiche. Ci sono persone che rinunciano a curarsi a causa dei tempi lunghi di attesa delle liste di galleggiamento (ammesso di trovarle aperte!) e non possono nemmeno rivolgersi alla sanità privata per gli ingenti costi mettendo a rischio la propria salute. E non si dimentichino disabili e anziani che non hanno accesso ai servizi di assistenza essenziali per poter vivere decorosamente la loro condizione.

Conclude Zannini: “Il governatore Zaia, si è sempre definito un ‘amministratore’ della cosa pubblica. Adesso però è necessario dimostri la capacità e l’onestà intellettuale di fare un passo indietro alla luce di un palese errore che sta per compiere. Da parte nostra veglieremo attentamente sul seguito di questa vicenda che certamente non finirà nel dimenticatoio dei cittadini veneti.”    

Massimiliano ZANNINI

Coordinatore regionale Veneto de Il Popolo della Famiglia

Consigliere Municipalità di Mestre Carpenedo nella lista Luigi Brugnaro sindaco

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