ADINOLFI (PdF) «EUTANASIA, DA SPERANZA PAROLE GRAVI: non si possono ammazzare le persone senza una legge»

Zannini (PdF Veneto): «Si destinino risorse alla cura dei più deboli invece di promuoverne la morte»

Mario Adinolfi, presidente nazionale del Popolo della Famiglia, risponde al ministro della Salute Roberto Speranza che in una lettera a un quotidiano si è detto favorevole alla pratica del suicidio assistito anche sul territorio italiano: “Dal ministro Speranza arrivano parole gravi che annunciano di voler mettere in atto soppressioni di esseri umani sul territorio italiano, pur riconoscendo l’assenza di un quadro normativo. Speranza vuole scaricare l’onere della tragica decisione senza ritorno sulle ASL, ma questo sarebbe un comportamento politicamente ed eticamente irresponsabile”.

Massimiliano Zannini, coordinatore per la regione Veneto del PdF, aggiunge: “Distratti dai temi vaccini e greenpass, sta passando in sordina il tentativo di normalizzare nel nostro paese la soppressione a comando della vita umana. Focalizzate sulle liti mediatiche del momento legate al Covid, molte persone comuni non si sono rese conto di chi sulle spiagge e nelle città durante l’estate ha raccolto firme per il referendum sulla legalizzazione dell’eutanasia. Questi fatti confermano la volontà politica di pochi soggetti d’introdurre nel nostro Paese l’omicidio legale per ragioni ideologiche e di riduzione dei costi sanitari, spacciandolo per pietà verso i più deboli e ipotizzando addirittura percorsi per aggirare le leggi che lo vietano. Tutto questo è inaccettabile perchè la persona fragile non chiede mai di essere uccisa se viene supportata con dignità attraverso personale competente e idonee risorse economiche per le cure, anche palliative all’occorrenza. Invece di promuovere morte il ministro Speranza si attivi efficacemente per destinare risorse alla cura di chi ne ha bisogno, garantendone la dignità e rispettandone la vita fino al suo termine naturale.

Il Popolo della Famiglia presidierà il territorio affinché nessun omicidio, mascherato da suicidio assistito o da eutanasia, sia perpetrato sul territorio nazionale prima che il Parlamento si pronunci sul tema. Le cruciali questioni bioetiche non si risolvono per sentenza ma con decisioni chiare assunte dal popolo italiano attraverso i suoi legittimi rappresentanti. Ogni altra scorciatoia sarebbe un sopruso grave rispetto al principio chiave dell’ordinamento giuridico italiano che vede nella vita umana un bene indisponibile.

Massimiliano ZANNINI

Coordinatore regionale Veneto de Il Popolo della Famiglia

Consigliere Municipalità di Mestre Carpenedo gruppo Luigi Brugnaro sindaco   

(Cell. 335-6023298 E-mail: veneto@ilpopolodellafamiglia.it)

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